La Proposizione Principale




Sintassi del Periodo

La Proposizione

La proposizione è una espressione composta da una o più parole che generano un pensiero compiuto. Rappresenta l'unità elementare di espressione del pensiero e normalmente viene anche denominata col suo sinonimo " frase ".

 Distinsione tra frase semplice e complessa 

Una frase può essere semplice o complessa. La frase semplice si presenta separata dal resto del discorso con un punto fermo (.) ed è autonoma e indipendente.

Vado a Milano.

Queste tre parole costituiscono una frase, la cui struttura è composta da un soggetto: io, un predicato: vado e un complemento: a Milano. È una frase autonoma e non presenta né coordinate né subordinate.

La frase complessa costituisce l'asse portante di un periodo complesso e in tal caso viene definita proposizione principale. Può essere reggente di una coordinata oppure di una subordinata come nell'esempio sottostante:

Vado a Milano.
Proposizione principale reggente
per contattare un'impresa
Proposizione subordinata
che mi offre un posto di lavoro
Proposizione subordinata


In un periodo complesso la proposizione principale regge tutte le subordinate che le aggiungiamo. Da quanto sopra detto si evince che vi sono tre tipi di proposizione:
1. la proposizione principale o reggente
2. la proposizione coordinata
3. la proposizione subordinata



Le Proposizioni Principali nel Periodo

La proposizione principale si distingue in varie categorie in base al significato che esprime e alla forma con cui si presenta.

 La proposizione semplice  esprime una semplice affermazione, un giudizio, un'opinione o una richiesta. Perchè essa abbia la funzione di reggente nell'ambito del periodo, occorre che venga collegata ad una subordinata.
Pertanto gli esempi sopra scritti potrebbero essere integrati nel modo seguente:

Scrivo una lettera a mio fratello per comunicargli la nascita di mio figlio.
La proposizione principale regge una proposizione subordinata finale.
Sto leggendo un libro di racconti che ritengo molto interessanti.
La proposizione principale regge una proposizione subordinata relativa.
Mi piacerebbe fare una gita perchè vorrei distrarmi.
La proposizione principale regge una proposizione causale.

 La proposizione interrogativa  esprime una domanda interrogativa diretta col verbo nel modo indicativo. Inserite nel periodo, le proposizioni sopra indicate vanno trasformate in forma indiretta. Pertanto riscriviamo gli esempi nel modo seguente:

Vuole sapere a che ora ritorno dal lavoro
Vuole sapere (proposizione principale); a che ora ritorno dal lavoro (proposizione subordinata temporale).
Mi chiede se saprei tradurre questa frase
La proposizione principale regge una proposizione subordinata dubitativa.
Mi chiede perchè dovrebbe farlo lui
La proposizione principale regge una proposizione subordinata interrogativa indiretta.


 La proposizione desiderativa  esprime un augurio o un desiderio. Il verbo sta al congiuntivo o al condizionale. Viene introdotta dalle espressioni se, magari, oh se..., volesse il cielo, se non.... Questo tipo di proposizione principale costituisce di per sé un periodo. Se volessimo affiancare una subordinata, potremmo riscrivere la proposizione: Voglia il cielo che egli sia salvo! Sarebbe una tragedia se non lo fosse. La prima proposizione rimane sempre autonoma, a sè stante e non collegata. La seconda proposizione diventa una subordinata coordinata su base logica ma non sintattica.


 La proposizione dubitativa   esprime dubbio o incertezza. Si presenta sotto forma interrogativa diretta e il verbo sta all'indicativo, al condizionale o all'infinito. Collegata nel periodo alla proposizione principale dà luogo ad una proposizione subordinata dubitativa qualora il verbo o la locuzione verbale reggente esprima dubbio o incertezza quali, ad esempio, supporre, immaginare/rsi, ritenere, essere incerto se, non essere sicuro se, non sapere se, ecc..

Non so quanti anni abbia
Proposizione principale e proposizione subordinata dubitativa.
Suppongo che Mario sia venuto
Proposizione principale e proposizione subordinata dubitativa.
Mi chiedo se i miei figli siano arrivati
Proposizione principale e proposizione subordinata dubitativa.


 La proposizione esclamativa   è una proposizione principale indipendente. Nel periodo rimane sintatticamente isolata. È rappresentata da interiezioni (Senta!, Scusi!, Auguri!, Bravo!, Basta!, Arrivederci!, Coraggio!, ...) o da locuzioni esclamative (Santo Cielo!, Dio mio!, Per amor del cielo!, Per carità!, Si figuri!, Neanche per sogno!, Che peccato!, ...). Questo tipo di frase può contenere un verbo - quanto mi piace! - o solo un nome - per carità!, per piacere! . Il collegamento col resto del periodo è espresso solo su base logica. Esempio:

Per carità! Non ne parliamo! Sono stufo di questo genere di publicità.
Il periodo presenta due frasi esclamative seguite, e logicamente collegate, da una frase semplice che avvalora il genere di esclamazione.


 La proposizione concessiva   indica l'esistenza di una circostanza o di un fatto che tuttavia non trova logica conclusione. Questo tipo di proposizione si annovera tra le proposizioni principali ma. in realtà, si comporta da subordinata. Nel discorso può trovarsi prima o dopo la proposizione principale. La proposizione concessiva è introdotta dalle congiunzioni concessive benché, sebbene, seppure, malgrado, nonostante, quantunque, ... o dalle locuzioni concessive per quanto, malgrado che, con tutto che, anche se, ammesso che,.... Esempi:

Benché fosse stanco, continuò a camminare
Benché fosse stanco - proposizione subordinata concessiva. continuò a camminare - proposizione principale reggente.
Nota: la circostanza: egli era stanco. La conclusione: invece di fermarsi, continua a camminare.
Per quanto io sia benestante, devo risparmiare lo stesso
Proposizione subordinata concessiva retta dalla proposizione principale.


 La proposizione imperativa   esprime un comando o una esortazione in forma positiva o negativa. Il verbo si trova nei modi imperativo, congiuntivo o infinito. Nel contesto del periodo la proposizione imperativa è autonoma e isolata sintatticamente. Esempi:

Alzatevi!, disse l'insegnante agli alunni.
Il periodo è un esempio di discorso diretto. La proposizione imperativa è una subordinata collegata su base logica alla proposizione principale.
Che tu sia felice! è l'augurio che ti faccio
Se volgiamo la frase nel discorso indiretto Ti auguro di essere felice, la proposizione imperativa diventa una subordinata oggettiva.



Proposizioni incidentali:

Carlo, per quanto ne so, gioca al calcio
Se non mi sbaglio, arriverà oggi
Per questo motivo, come ti ho spiegato, non posso partire
Ciò che è accaduto, detto fra noi, non è per niente chiaro.

Le proposizioni incidentali, "per quanto ne so", "se non mi sbaglio", "come ti ho spiegato", "detto fra noi", sono proposizioni inserite in altre, ma indipendenti da esse; nello scritto sono isolate mediante due trattini o due virgole, oppure mediante le parentesi.